L’opera lucana in prospettiva ecclesiale e storico-salvifica

II Ciclo

Ecclesiologia

Ecclesiologico



Anno di corso: 1
Crediti: 3
Docenti

Obiettivo:

Fare conoscere l’autore del terzo vangelo e degli Atti degli Apostoli nelle sue caratte-ristiche di scrittore e storiografo ellenista e cristiano, di teologo, di apologista, di ca-techeta,  attraverso lo studio della sua opera, a cominciare dal prologo del vangelo e la sua intenzione di scrivere “con ordine”.
Ciò permetterà anche di conoscere la situazione della comunità etno-cristiana alla fine del 1° secolo, situazione interna e in relazione alla chiesa-madre e al la Sinagoga.
 


Programma:

La visione storico-salvifica che sta alla base della sua opera: la missione di Gesù, il posto centrale di Gerusalemme , la diffusione del Vangelo nel mondo delle nazioni.
Sarà l’occasione di sviluppare grandi temi cari a Luca:
–    La chiesa come comunione fraterna, partendo dalla chiesa-madre vista come modello di vita ecclesiale. Il problema della ricchezza e delle disuguaglianza.
–    La capacità dell’evangelista di universalizzare (adattare alla cultura ellenista) il messaggio di Gesù  (il discorso in pianura di Lc 6);
–    L’importante tema della misericordia (Lc 15)
–    La questione del ritardo della Parusia: il compito della Chiesa nella storia; l’attenzione alla morte individuale.
Gli Atti degli Apostoli: la Chiesa missionaria. La diffusione del Vangelo secondo una li-nea ideale da Gerusalemme a Roma. Una diffusione conforme alle esigenze di Gesù (analisi del primo viaggio missionario di Paolo/Barnaba in At 13-14).
Il ritratto lucano di Paolo; l’importanza che il cristiano fariseo e apostolo delle nazioni ha per l’autore degli Atti, come punto d’unità e con la chiesa-madre di Gerusalemme e con la storia della salvezza di Dio con Israele.
La maniera di comporre gli Atti e la visione di Luca paragonato con dati ricavati dalle lettere di Paolo (come il concilio di Gerusalemme.
IL paolinismo lucano di Pietro: segno di unità della chiesa etno-cristiana con il collegio apostolico.
L’apologia di Paolo nei discorsi di difesa (At 22. 24. 26).
La questione delle “sezioni-noi”
Analisi della finale degli Atti.

 

Il metodo:
L’uso pratico del metodo storico-critico e della teoria delle due fonti (ma secondo la mia comprensione) sono importanti per distinguere i vari livelli di composizione dell’opera lucana. Nel vangelo, permette di distinguere, pur nell’unità narrativa dell’insieme, il corpo del vangelo (dal ministero di Gv. Battista alla morte di Gesù) dall’inizio e la fine proprie del vangelo di Luca (il “vangelo dell’infanzia” e il racconto dell’apparizione ai Dodici); la distinzione cioè tra una narrazione teologica (che com-porta memoria e testimonianza di fede) e una teologia narrativa, cioè una riflessione di fede data nella forma di un racconto (ciò che influisce non poco sulla figura storica di Maria).
D’altra parte il lavoro proprio e l’arte di comporre che cambia con la stesura degli At-ti degli Apostoli rispetto al vangelo (fonti a disposizione e la loro elaborazione).
Tutto questo studio si svolge con il costante ricorso al testo, per mettere in pratica il metodo e scoprire l’intenzione dell’autore.
 


Avvertenze:
Bibliografia:

La bibliografia sarà fornita durante il corso delle lezioni.